venerdì, maggio 04, 2012
Ambiente
Ieri sono tornato dall’ufficio un po’ prima del solito, verso le cinque e mezza. In effetti ero fuori città per lavoro e non avevo voglio di rientrare in quel posto dove c’è il capo e tutti i colleghi pettegoli e poco simpatici. Così dritto a casa. L’entrata nella cucina era triste: qualche giorno fa sono ceduti i pensili. Meno male che sono rimasti appesi e non sono caduti. Mi toccava toglierli tutti e adesso aspetto la cucina nuova che dovrebbe arrivare alla fine del giugno. Avevo preso la birra dal frigo e sono andato al soggiorno a mettermi in poltrona davanti al televisore acceso. Sfogliati i canali principali, la mia attenzione è stata attirata da una trasmissione che parlava dell’ambiente, o meglio del suo inquinamento. Non sono uno che da troppa importanza all’argomento , ma quello che ho visto mia ha sconvolto in un certo senso e mi ha lasciato un’impronta forte.
Hanno fatto vedere alcuni esempi di inquinamento dei quali il più clamoroso è quello dell’oceano Pacifico. Là, nella zona del arcipelago hawaiano, c’è un’area enorme, di qualche centinaia di chilometri quadri, dove sotto la superficie dell’acqua galleggiano migliaia di centinai di resti in plastica, spesso molto sbriciolati. La percentuale di questa materia artificiale, non presente nella natura, supera più volte la percentuale del plancton oceanico. Molti degli abitanti dell’oceano ingoiano questa plastica insieme con i plancton. Alcuni muoiono a lungo termine ed alcuni nel frattempo finiscono sui nostri piatti, facendoci pagare direttamente in salute il danno che stiamo provocando. Son rimasto allibiti dalle immagini mostrate. Questa è l’area più grande del mondo, ma dicono che negli altri oceani sono presenti altre tre, tutte tenute ferme dalla circolazione delle correnti oceaniche.
Un altro servizio mostrava una città cinese, non mi ricordo il nome, verso sud-est del paese, sulla costa del mare Giallo. La finisce quasi tutta la roba informatica dismessa, da tutto il mondo. I computer, i monitor, le tastiere; disassemblano tutto per riciclaggio, dividendo le parti in plastica, da quelle in metallo e recuperano anche i materiali pregiati che si trovano nei circuiti stampati. Una città di un milione di abitanti, dove oltre un quarto della cittadinanza lavora nel campo del riciclaggio. Ed è tutto illegale in quanto le leggi internazionali, non firmate dagli Stati Uniti e dal Giappone, vietano trasferimento di questo tipo di rifiuti all’estero. Lo vieta anche la legge cinese, cioè l’importazione, ma visto che la Cina prende un sacco di soldi di quest’attività, i funzionari statali semplicemente chiudono gli occhi e non vedono i container pieni dei rifiuti informatici. Per chiudere meglio gli occhi, appena si apre un container si vede un mazzo di dollari.
Ragazzi, un disastro totale e qui c’è poco da fare; è tutto dovuto allo sfrenato consumismo, incalzato anche da tutti i governi. Vi ricordate la pubblicità quando uno esce dal negozio con la spesa e gli si avvicina uno dicendogli: grazie, stai aiutando l’economia del paese. Ma la quantità dei rifiuti che produce la nostra civiltà e davvero enorme e direi che prima o puoi diventerà insopportabile. In Italia abbiamo già avuto qualche assaggio a Napoli.
Hanno fatto vedere alcuni esempi di inquinamento dei quali il più clamoroso è quello dell’oceano Pacifico. Là, nella zona del arcipelago hawaiano, c’è un’area enorme, di qualche centinaia di chilometri quadri, dove sotto la superficie dell’acqua galleggiano migliaia di centinai di resti in plastica, spesso molto sbriciolati. La percentuale di questa materia artificiale, non presente nella natura, supera più volte la percentuale del plancton oceanico. Molti degli abitanti dell’oceano ingoiano questa plastica insieme con i plancton. Alcuni muoiono a lungo termine ed alcuni nel frattempo finiscono sui nostri piatti, facendoci pagare direttamente in salute il danno che stiamo provocando. Son rimasto allibiti dalle immagini mostrate. Questa è l’area più grande del mondo, ma dicono che negli altri oceani sono presenti altre tre, tutte tenute ferme dalla circolazione delle correnti oceaniche.
Un altro servizio mostrava una città cinese, non mi ricordo il nome, verso sud-est del paese, sulla costa del mare Giallo. La finisce quasi tutta la roba informatica dismessa, da tutto il mondo. I computer, i monitor, le tastiere; disassemblano tutto per riciclaggio, dividendo le parti in plastica, da quelle in metallo e recuperano anche i materiali pregiati che si trovano nei circuiti stampati. Una città di un milione di abitanti, dove oltre un quarto della cittadinanza lavora nel campo del riciclaggio. Ed è tutto illegale in quanto le leggi internazionali, non firmate dagli Stati Uniti e dal Giappone, vietano trasferimento di questo tipo di rifiuti all’estero. Lo vieta anche la legge cinese, cioè l’importazione, ma visto che la Cina prende un sacco di soldi di quest’attività, i funzionari statali semplicemente chiudono gli occhi e non vedono i container pieni dei rifiuti informatici. Per chiudere meglio gli occhi, appena si apre un container si vede un mazzo di dollari.
Ragazzi, un disastro totale e qui c’è poco da fare; è tutto dovuto allo sfrenato consumismo, incalzato anche da tutti i governi. Vi ricordate la pubblicità quando uno esce dal negozio con la spesa e gli si avvicina uno dicendogli: grazie, stai aiutando l’economia del paese. Ma la quantità dei rifiuti che produce la nostra civiltà e davvero enorme e direi che prima o puoi diventerà insopportabile. In Italia abbiamo già avuto qualche assaggio a Napoli.
mercoledì, gennaio 25, 2012
Stufo
Oggi è una giornata no, per quanto riguarda l'ufficio. Sono arrivato come al solito, verso le 9 e tutti hanno cominciato a rompere: mi fai questo, ma perché non hai creato quello, guarda che la procedura che hai fatto è migliorabile. Ma anche tu sei migliorabile: con due ritocchi le tue tette che arrivano fino allo stomaco si potrebbero facilmente raddrizzare e del culo non ne parliamo neppure. Ma fattemi piacere, lasciate mi in pace astrale, con il mio secondo corpo che inizia ad avere un po' di fame. Vado a mangiare e dopo vi racconto tutto. So che non vi importa un fico secco, ma mi sentirò meglio io dopo aver confidato i miei pensieri ad un pezzo di carta, potenzialmente con alta diffusione ma pochi interessati.
Il pranzo è andato bene ed il mio stomaco non brontola più. E' per questo che anche la mia anima è più gioiosa? Merito anche di una splendida giornata solare e nemmeno tanto fredda come quelle precedenti. Allora ho mangiato una buona pizza margherita e una birra piccola. Mi andava anche quella grande ma in quel caso il prezzo del pranzo supera il valore del mio buono pasto. Visto che siamo in piena crisi economica, occorre fare degli sacrifici e risparmiare, e io sono un buon cittadino e rispetto quello che si aspetta da me. Dimenticavo, ho preso anche il caffè (era un po’ freddo e mi è scappato troppo zucchero) e così dovevo aggiungere 30 centesimi in contanti (non mi da il resto del buono). Dopo sono entrato in un bar per comprarmi le sigarette (in questo modo sostengo ancora lo stato pagando delle tasse aggiuntive) e ho incontrato un collega che faceva fuori un grappino: ci vuole un digestivo dopo l'alimentazione, sostiene lui. Anche io sono d’accordo, ma forse è meglio fuori gli orari dell’ufficio.
Santa pazienza. Ieri ho visto la partita di Coppa – niente male per questa competizione, ma non me ne fregava più di tanto delle squadre che giocavano. La Juve una volta mi stava molto sul wurstel ma da quando è andato via Moggi non mi danno fastidio. Ma stasera c'è Napoli - Inter. Sono milanista io e per definizione dovrei tifare Napoli, ma sono anche leghista e non so che sosterrò: magari potessi tifare contro entrambi, ma non ha senso.
Mai stato in una crociera. L'anno scorso dovevo andare a farla sul Nilo ma sono successe delle cose in Egitto ed era meglio non tirare il diavolo per la coda. Ma quella era molto diversa rispetto a quello che si intende quando si dice "crociera". Quella con 5000 persone al bordo, una città che si sposta via mare nelle altre città. Mia moglie si rifiutava di fare una cosa di genere perché, secondo lei, è una cosa degenerata, per vecchi e coglioni. Io volevo almeno provare (stop meglio in tutti i posti che si trovano fuori dalla mia stanza aziendale). Ma si è visto ultimi giorni che le navi non sono quelle di una volta, oppure sarebbe meglio riferirsi al capitano (non è quello della Findus), e io ho abbracciato, con la piena convinzione, il pensiero di mia moglie, per motivi un po' diversi, ma è importante che siamo in sintonia.
Il pranzo è andato bene ed il mio stomaco non brontola più. E' per questo che anche la mia anima è più gioiosa? Merito anche di una splendida giornata solare e nemmeno tanto fredda come quelle precedenti. Allora ho mangiato una buona pizza margherita e una birra piccola. Mi andava anche quella grande ma in quel caso il prezzo del pranzo supera il valore del mio buono pasto. Visto che siamo in piena crisi economica, occorre fare degli sacrifici e risparmiare, e io sono un buon cittadino e rispetto quello che si aspetta da me. Dimenticavo, ho preso anche il caffè (era un po’ freddo e mi è scappato troppo zucchero) e così dovevo aggiungere 30 centesimi in contanti (non mi da il resto del buono). Dopo sono entrato in un bar per comprarmi le sigarette (in questo modo sostengo ancora lo stato pagando delle tasse aggiuntive) e ho incontrato un collega che faceva fuori un grappino: ci vuole un digestivo dopo l'alimentazione, sostiene lui. Anche io sono d’accordo, ma forse è meglio fuori gli orari dell’ufficio.
Santa pazienza. Ieri ho visto la partita di Coppa – niente male per questa competizione, ma non me ne fregava più di tanto delle squadre che giocavano. La Juve una volta mi stava molto sul wurstel ma da quando è andato via Moggi non mi danno fastidio. Ma stasera c'è Napoli - Inter. Sono milanista io e per definizione dovrei tifare Napoli, ma sono anche leghista e non so che sosterrò: magari potessi tifare contro entrambi, ma non ha senso.
Crociera
Mai stato in una crociera. L'anno scorso dovevo andare a farla sul Nilo ma sono successe delle cose in Egitto ed era meglio non tirare il diavolo per la coda. Ma quella era molto diversa rispetto a quello che si intende quando si dice "crociera". Quella con 5000 persone al bordo, una città che si sposta via mare nelle altre città. Mia moglie si rifiutava di fare una cosa di genere perché, secondo lei, è una cosa degenerata, per vecchi e coglioni. Io volevo almeno provare (stop meglio in tutti i posti che si trovano fuori dalla mia stanza aziendale). Ma si è visto ultimi giorni che le navi non sono quelle di una volta, oppure sarebbe meglio riferirsi al capitano (non è quello della Findus), e io ho abbracciato, con la piena convinzione, il pensiero di mia moglie, per motivi un po' diversi, ma è importante che siamo in sintonia.
mercoledì, ottobre 26, 2011
Kart
Lavorare in ufficio è molto comodo; non soffri ne caldo ne freddo, anche se piove sei all'asciutto e te ne freghi. C'è la macchinetta per il caffè, ma anche con le bibite e addirittura, se ti viene un po' di fame ci sono anche le merendine. Ma stare seduti tutti i giorni, guardando per 8 ore nel monitor del computer non è il massimo per la salute. Soffre la schiena, i muscoli atrofizzano (la cosa più pesante che sposti è il tuo topo) e gli occhi cominciano a fare male, si stancano velocemente e ti servono anche gli occhiali. Perciò dopo l'ufficio ci vuole un po' di ricreazione, per mettere in salvo anche il corpo. Si va a palestra, a correre e robe di genere, che a me personalmente non piacciono. Non trovo per niente divertente correre, senza essere costretto a farlo, sulla strada u sul tapirulan, o come alcuni lo chiamano tapis. Sento troppa fatica, ci penso come mi fanno male le gambe e sento che il respiro ogni passo diventa più corto. Ma un po' di attività fisica ci vuole, su questo non ci sono dei dubbi.
L'unico modo per me per costringermi a muovermi è di trovare un piacere nel movimento e questo lo trovo quando gioco. Così la mia attività fisica principale è una partita di calcetto la domenica mattina. Là corro dietro la palla o dietro l'avversario, che succede più spesso visto che gioco primariamente in difesa, e sono concentrato su gioco e non penso alla fatica, allo sforzo che sto compiendo. Per essere sincero, la sento il giorno dopo. Le gambe fanno un po' male, ma dopo ogni partita la condizione fisica cresce e il dolore diminuisce. E in questo modo vado da anni, ma ultimamente ho scoperto un altro modo, più per divertirmi che per ricrearmi. Il kart.
La settimana scorsa un mio partner di lavoro ha organizzato una gara per i suoi collaboratori, noi 4. In effetti eravamo in 6, ma due non hanno gareggiato perché non si sentivano molto bene. Tutta la pista del kartodromo di Buccinasco per noi. Una qualifica di 11 giri e due gare, sempre di 11 giri. Era la mia seconda volta di guidare un mezzo di genere, una specie di giocatolo a prima vista; in effetti permette di giocare e di divertirsi. Prima volta su una pista outdoor a Jesolo, l'anno scorso. Eravamo in 8 e due volte sono arrivato ultimo, superato di due giri quasi da tutti; che delusione. Ma questa volta mi sono preparato. Ho visitato vari forum sul tema cercando di recuperare la mancanza di esperienza con un po' di istruzione avanzata.
Ci hanno dato le tute ed i caschi e ci hanno assegnato le macchinette. A me ha toccato un piccolo bolide con il numero 34. E siamo partiti. La pista è in cemento lisciato, molto diversa rispetto a quella outdoor che era in asfalto. Ho cercato di rispettare il principale consiglio trovato in rete: non guidare in derapata in quanto poco efficiente – i tempi a giro notevolmente crescono. E ho avuto conferma di questo. I primi giri non potevo aiutarmi e il kart sbandava dappertutto; troppo divertente per non farlo. Ma sula pista c'è il semaforo che mostra i tempi e me ne sono accorto che sono 5 secondi più lento rispetto ai miei avversari ed il mio orgoglio e prevalso sull'adrenalina e ho iniziato abbassare notevolmente i tempi ed il distacco da quelli che mi precedevano.
Allora, come è andata alla fine. Nella qualifica ero ultimo, nella prima gara sono arrivato il quarto (di noi quattro) e nella seconda sono riuscito a conservare lo stesso posto. Non ero proprio contento, ma qualche spunto per una moderata soddisfazione l'ho trovato. Non mi hanno mai doppiato e già questo era un notevole progresso rispetto all'anno precedente. Inoltre ho migliorato tra la prima e la seconda gara: ho diminuito il distacco dal primo da 40 al 30 secondi, praticamente sono riuscito a recuperare un secondo a giro. Modestamente contento, sperando in un miglioramento nel futuro. Visto che ho iniziato il post con le questione fisiche, devo dire che giorno dopo mi facevano male le braccia e la schiena.
L'unico modo per me per costringermi a muovermi è di trovare un piacere nel movimento e questo lo trovo quando gioco. Così la mia attività fisica principale è una partita di calcetto la domenica mattina. Là corro dietro la palla o dietro l'avversario, che succede più spesso visto che gioco primariamente in difesa, e sono concentrato su gioco e non penso alla fatica, allo sforzo che sto compiendo. Per essere sincero, la sento il giorno dopo. Le gambe fanno un po' male, ma dopo ogni partita la condizione fisica cresce e il dolore diminuisce. E in questo modo vado da anni, ma ultimamente ho scoperto un altro modo, più per divertirmi che per ricrearmi. Il kart.
La settimana scorsa un mio partner di lavoro ha organizzato una gara per i suoi collaboratori, noi 4. In effetti eravamo in 6, ma due non hanno gareggiato perché non si sentivano molto bene. Tutta la pista del kartodromo di Buccinasco per noi. Una qualifica di 11 giri e due gare, sempre di 11 giri. Era la mia seconda volta di guidare un mezzo di genere, una specie di giocatolo a prima vista; in effetti permette di giocare e di divertirsi. Prima volta su una pista outdoor a Jesolo, l'anno scorso. Eravamo in 8 e due volte sono arrivato ultimo, superato di due giri quasi da tutti; che delusione. Ma questa volta mi sono preparato. Ho visitato vari forum sul tema cercando di recuperare la mancanza di esperienza con un po' di istruzione avanzata.
Ci hanno dato le tute ed i caschi e ci hanno assegnato le macchinette. A me ha toccato un piccolo bolide con il numero 34. E siamo partiti. La pista è in cemento lisciato, molto diversa rispetto a quella outdoor che era in asfalto. Ho cercato di rispettare il principale consiglio trovato in rete: non guidare in derapata in quanto poco efficiente – i tempi a giro notevolmente crescono. E ho avuto conferma di questo. I primi giri non potevo aiutarmi e il kart sbandava dappertutto; troppo divertente per non farlo. Ma sula pista c'è il semaforo che mostra i tempi e me ne sono accorto che sono 5 secondi più lento rispetto ai miei avversari ed il mio orgoglio e prevalso sull'adrenalina e ho iniziato abbassare notevolmente i tempi ed il distacco da quelli che mi precedevano.
Allora, come è andata alla fine. Nella qualifica ero ultimo, nella prima gara sono arrivato il quarto (di noi quattro) e nella seconda sono riuscito a conservare lo stesso posto. Non ero proprio contento, ma qualche spunto per una moderata soddisfazione l'ho trovato. Non mi hanno mai doppiato e già questo era un notevole progresso rispetto all'anno precedente. Inoltre ho migliorato tra la prima e la seconda gara: ho diminuito il distacco dal primo da 40 al 30 secondi, praticamente sono riuscito a recuperare un secondo a giro. Modestamente contento, sperando in un miglioramento nel futuro. Visto che ho iniziato il post con le questione fisiche, devo dire che giorno dopo mi facevano male le braccia e la schiena.
domenica, maggio 22, 2011
Amsterdam
Sono uscito dall’ufficio un po’ prima del solito, verso le 3 di pomeriggio, prendendo qualche ora di recupero e ho preso il treno per Malpensa. Alle 9 di sera ero già ad Amsterdam; il mondo oggi è diventato piccolo e ci si arriva dappertutto in poche ore. Una volta si andava 2 giorni con il treno a vapore, dopo 4 giorni a cavallo e ultimo tratto a piedi. Ho affittato un appartamento in una tipica casa olandese, all’ultimo piano. Fokko, il proprietario, mi ha dato le chiavi e ha chiesto di lasciarle nella serratura quando me ne sarei andato via. Ovviamente, ha riscosso anche i soldi per l’affitto, 140 euro a notte. Un po’ caruccio, ma l’appartamento era molto bello, disegnato da un architetto, con 4 posti luce, le piastrelle di grande formato, la cucina a vista, il televisore ed un piccolo ma potente stereo che leggeva anche la chiavetta USB con gli MP3.
La prima sera ho deciso di non sforzarmi molto e così ho girato un nei dintorni e ho cenato in un ristorante Spagnolo. Avevo ancora le due serate ha disposizione e non volevo sparare tutte le cartucce già all’arrivo. Ho girato per due giorni su e giù, prevalentemente a piedi; il centro non è molto grande e da una parte ad altra ci si arriva in una trentina di minuti. Ne ho viste delle città d’Europa ed anche qualche di mondo, ma l’Amsterdam la trovo una delle più affascinanti. Numerosissimi canali e tanto verde, pochissimo traffico in quanto si va prevalentemente in bici (state attenti, i biciclisti sono più pericolosi degli automobilisti), l’architettura molto diversa di quello che troviamo in Italia, le vetrine con le prostitute, gli spettacoli di tutti i generi, i coffe shop dove uno si può tranqillamente fumare una sigaretta con l’erba, oppure qualcos’altro ed anche negozi dove ti vendono le cose che ti fanno fare dei viaggi con la testa. Non so se c’è qualche altro posto così bello e così anche diverso, con le cose che non si trovano negli altri posti.
Ovviamente ho visitato dettagliatamente la zona a luci rosse, con le ragazze molto carine nelle vetrine. Basta bussare, concordare il prezzo e la tenda sulla vetrina si chiude; l’azione è in corso. Ci sono anche le vetrine con le due ragazze e mi sembra che erano più gettonate dalle altre. Sulla periferia della zona ci sono anche le vetrine con la roba scadente, le nere e sudamericane vecchie e grasse. Sicuramente costano di meno e probabilmente c’è anche la clientela che va la non soltanto per risparmiare. Dopo aver passato un’oretta là, a uno viene voglia di vedere anche un po’ di azione e cosi sono finito in una Casa Rosso, una catena dei teatri (gli ho visti tanti) dove pagando tra 25 e 45 euro, dipende se si includono le bevande o meno, si può guardare lo strip-tease ed anche alla fine dello spettacolo un vero e proprio sesso dal vivo. Gli strip-tease erano molto carini e divertenti e le ragazze belle, brave ed eccitanti, mentre il live sex era un po’ tecnico: gli attori, ovviamente una femmina ed un maschio si giravo per far vedere meglio i dettagli al pubblico disposto su tre lati. Ma visto che prima volta partecipavo ad uno spettacolo hard dal vivo, non sono per niente rimasto deluso. Decisamente un bel modo per passare il tempo dopo ufficio.
La prima sera ho deciso di non sforzarmi molto e così ho girato un nei dintorni e ho cenato in un ristorante Spagnolo. Avevo ancora le due serate ha disposizione e non volevo sparare tutte le cartucce già all’arrivo. Ho girato per due giorni su e giù, prevalentemente a piedi; il centro non è molto grande e da una parte ad altra ci si arriva in una trentina di minuti. Ne ho viste delle città d’Europa ed anche qualche di mondo, ma l’Amsterdam la trovo una delle più affascinanti. Numerosissimi canali e tanto verde, pochissimo traffico in quanto si va prevalentemente in bici (state attenti, i biciclisti sono più pericolosi degli automobilisti), l’architettura molto diversa di quello che troviamo in Italia, le vetrine con le prostitute, gli spettacoli di tutti i generi, i coffe shop dove uno si può tranqillamente fumare una sigaretta con l’erba, oppure qualcos’altro ed anche negozi dove ti vendono le cose che ti fanno fare dei viaggi con la testa. Non so se c’è qualche altro posto così bello e così anche diverso, con le cose che non si trovano negli altri posti.
Ovviamente ho visitato dettagliatamente la zona a luci rosse, con le ragazze molto carine nelle vetrine. Basta bussare, concordare il prezzo e la tenda sulla vetrina si chiude; l’azione è in corso. Ci sono anche le vetrine con le due ragazze e mi sembra che erano più gettonate dalle altre. Sulla periferia della zona ci sono anche le vetrine con la roba scadente, le nere e sudamericane vecchie e grasse. Sicuramente costano di meno e probabilmente c’è anche la clientela che va la non soltanto per risparmiare. Dopo aver passato un’oretta là, a uno viene voglia di vedere anche un po’ di azione e cosi sono finito in una Casa Rosso, una catena dei teatri (gli ho visti tanti) dove pagando tra 25 e 45 euro, dipende se si includono le bevande o meno, si può guardare lo strip-tease ed anche alla fine dello spettacolo un vero e proprio sesso dal vivo. Gli strip-tease erano molto carini e divertenti e le ragazze belle, brave ed eccitanti, mentre il live sex era un po’ tecnico: gli attori, ovviamente una femmina ed un maschio si giravo per far vedere meglio i dettagli al pubblico disposto su tre lati. Ma visto che prima volta partecipavo ad uno spettacolo hard dal vivo, non sono per niente rimasto deluso. Decisamente un bel modo per passare il tempo dopo ufficio.
lunedì, novembre 08, 2010
Due Barzellette
Le due barzellette che seguono non mi sono state inviate dagli amici via e-mail in ufficio, come di solito accade, ma le ho sentite raccontare da un collega che né conosce veramente tante, durante una pausa caffè. Penso possa andare comunque bene in quanto fanno ridere, almeno a me.
Parlano due conoscenti:
- Ho un grande problema a casa mia. Da un po’ di tempo si è insediato un topo e non riesco in nessun modo a cacarlo via.
- Ma che problema c’è? Metti una trappola per topi e lo sistemi in due, tre giorni.
- Non ho una trappola.
- Te la presto io. Basta che metti un po’ di formaggio dentro ed è fatta.
- Non ho formaggio a casa.
- Puoi mettere un po’ di pane inumidito con un poco d’oli. Comunque dovrebbe funzionare.
- Non ho nemmeno olio.
- Va be’, puoi provare mettendo soltanto un pezzettino di pane.
- Non ho neanche pane.
- Ma mi spieghi una cosa: ma che cosa fa il topo a casa tua?
Venerdì sera, un giudice, dopo una dura giornata di lavoro, finisce in un bar e fa qualche cocktail in più di quello che poteva sopportare. Uscendo fori dal bar ubriaco fradicio, si ferma davanti ad una casa e vomita tutto il contenuto dello stomaco. Visto che non riusciva a controllarsi, un bel po’ di roba gli finisce anche sull’abito. Arrivando a casa, doveva inventare una storia per la moglie:
- Sai, mi è vomitato addosso un ubriacone che usciva dal bar. L’ho fatto subito arrestare e prima cosa che faccio lunedì al rientro in ufficio è di dargli 30 giorni di galera. Così impara a comportarsi decentemente e non infortunare la gente.
Lunedì mattina, la moglie prepara il giudice per andare al lavoro e gli dice:
- Ti ho pulito l’abito, ma io se fossi al posto tuo, a quel ubriacone darei 60 giorni di galera: ha fatto anche il popò nei tuoi pantaloni.
Un topo affamato
Parlano due conoscenti:
- Ho un grande problema a casa mia. Da un po’ di tempo si è insediato un topo e non riesco in nessun modo a cacarlo via.
- Ma che problema c’è? Metti una trappola per topi e lo sistemi in due, tre giorni.
- Non ho una trappola.
- Te la presto io. Basta che metti un po’ di formaggio dentro ed è fatta.
- Non ho formaggio a casa.
- Puoi mettere un po’ di pane inumidito con un poco d’oli. Comunque dovrebbe funzionare.
- Non ho nemmeno olio.
- Va be’, puoi provare mettendo soltanto un pezzettino di pane.
- Non ho neanche pane.
- Ma mi spieghi una cosa: ma che cosa fa il topo a casa tua?
Un giudice distratto
Venerdì sera, un giudice, dopo una dura giornata di lavoro, finisce in un bar e fa qualche cocktail in più di quello che poteva sopportare. Uscendo fori dal bar ubriaco fradicio, si ferma davanti ad una casa e vomita tutto il contenuto dello stomaco. Visto che non riusciva a controllarsi, un bel po’ di roba gli finisce anche sull’abito. Arrivando a casa, doveva inventare una storia per la moglie:
- Sai, mi è vomitato addosso un ubriacone che usciva dal bar. L’ho fatto subito arrestare e prima cosa che faccio lunedì al rientro in ufficio è di dargli 30 giorni di galera. Così impara a comportarsi decentemente e non infortunare la gente.
Lunedì mattina, la moglie prepara il giudice per andare al lavoro e gli dice:
- Ti ho pulito l’abito, ma io se fossi al posto tuo, a quel ubriacone darei 60 giorni di galera: ha fatto anche il popò nei tuoi pantaloni.
mercoledì, settembre 01, 2010
Sui matrimoni gay
Ogni tanto mi viene qualche pensierino, la riflessione sulle certe cose quotidiane, quelle dalle quali si parla con gli amici, che si trovano nei giornali , vedono nelle notizie o trasmissioni televisive oppure si per caso, o meno, imbatte su internet. Oggi ho trovato un post su un blog dove tutti erano favorevoli agli matrimoni gay e così io vorrei dire anche la mia.
Dal mio punto di vista su questo tema c’è un grande confusione, nessuno ragione e tutti seguono il cuore, confondendo spesso le cose della cultura, della società e della natura. Per difendere la propria vita l’uomo si è organizzato nella società rinunciando ad alcune libertà, di uccidere liberamente per esempio: suona bruttale, ma nella natura i conflitti si risolvono così, chi è più forte vince ed avanza nella gerarchia dell’evoluzione. L’ha fatto per acquisire alcuni diritti, sempre per esempio per avere la propria vita protetta dalle istituzioni (milizia, armata) che ha fondato.
La famiglia come la conosciamo è un’organizzazione societaria abbastanza naturale: il maschio e la femmina si riproducono, allevano i piccoli e stando insieme si dividono i compiti di procurare i beni necessario per sopravvivere e dare la protezione ai componenti della famiglia. E cosi, da tempi il termine matrimonio significa una famiglia legalizzata, con alcune agevolazioni per essere stimolata per riprodursi e mandare avanti la razza umana. In effetti, la risposta alla domanda che molti si pongono, “Ma quale è lo scopo della nostra vita su questa terra”, è molto semplice: la riproduzione della specie. Non siamo importanti noi (ovviamente, per noi stessi sì), ma è la razza e la sua forza di andare avanti, di adattarsi ai cambiamenti.
Una coppia gay non ha la principale prerogativa per formare una famiglia, cioè non può riprodursi, pertanto è comprensibile il fatto che il subconscio delle molte persone semplicemente rifiuta l’idea che possa essere legalizzato un legame omosessuale come un tradizionale matrimonio, come tra l’altro anche tutte le organizzazioni religiose.
Non sarebbe meglio per vedere quali i diritti si vogliono e vedere se gli stessi possono essere raggiunti in un altro modo, apportando qualche modifica o integrazione legislativa. Penso che lo scopo delle copie gay sia di vivere bene (a volte mi sembra che c’è qualche altro motivo dietro le manifestazioni e proteste) e non di entrare nel modo forzato nel campo della famiglia naturale. Già il matrimonio all’italiana è un bel pasticcio e sarebbe meglio di evitare un altro.
Dal mio punto di vista su questo tema c’è un grande confusione, nessuno ragione e tutti seguono il cuore, confondendo spesso le cose della cultura, della società e della natura. Per difendere la propria vita l’uomo si è organizzato nella società rinunciando ad alcune libertà, di uccidere liberamente per esempio: suona bruttale, ma nella natura i conflitti si risolvono così, chi è più forte vince ed avanza nella gerarchia dell’evoluzione. L’ha fatto per acquisire alcuni diritti, sempre per esempio per avere la propria vita protetta dalle istituzioni (milizia, armata) che ha fondato.
La famiglia come la conosciamo è un’organizzazione societaria abbastanza naturale: il maschio e la femmina si riproducono, allevano i piccoli e stando insieme si dividono i compiti di procurare i beni necessario per sopravvivere e dare la protezione ai componenti della famiglia. E cosi, da tempi il termine matrimonio significa una famiglia legalizzata, con alcune agevolazioni per essere stimolata per riprodursi e mandare avanti la razza umana. In effetti, la risposta alla domanda che molti si pongono, “Ma quale è lo scopo della nostra vita su questa terra”, è molto semplice: la riproduzione della specie. Non siamo importanti noi (ovviamente, per noi stessi sì), ma è la razza e la sua forza di andare avanti, di adattarsi ai cambiamenti.
Una coppia gay non ha la principale prerogativa per formare una famiglia, cioè non può riprodursi, pertanto è comprensibile il fatto che il subconscio delle molte persone semplicemente rifiuta l’idea che possa essere legalizzato un legame omosessuale come un tradizionale matrimonio, come tra l’altro anche tutte le organizzazioni religiose.
Non sarebbe meglio per vedere quali i diritti si vogliono e vedere se gli stessi possono essere raggiunti in un altro modo, apportando qualche modifica o integrazione legislativa. Penso che lo scopo delle copie gay sia di vivere bene (a volte mi sembra che c’è qualche altro motivo dietro le manifestazioni e proteste) e non di entrare nel modo forzato nel campo della famiglia naturale. Già il matrimonio all’italiana è un bel pasticcio e sarebbe meglio di evitare un altro.
Etichette: matrimoni gay
martedì, giugno 01, 2010
Telegiornale
Ieri sera sono tornato stanco dall’ufficio e cosi mi sono messo a vedere il TG3 alle 19:00. Non è la mia abitudine guardare telegiornali e leggere i quotidiani. Da una decina d’anni che lo faccio raramente perché ho scoperto di sentirmi meglio se non so cosa sta combinando la gente su, ma anche quelli giù, specialmente quelli in alto che abbiamo scelto noi cittadini per essere rappresentati da loro. Dovrebbero essere più intelligenti, più capaci e più onesti di me, ma mi sa che non sia sempre così.
Torno sul TG3. La prima notizia attacco israeliano sulla nave che portava i soccorsi. Una brutta faccenda, condannata quasi da tutti e io mi unisco, ma un telegiornale deve dare prima di tutto le informazioni, perché se loro scelgono quale dare e quale nascondere vuol dire che manipolano la gente, indirizzano loro sentimenti ed i loro pensieri in una certa direzione, in questo caso fanno una indottrinazione comunista. Su tutti gli altri giornali, sia di Rai che di Mediaset, hanno fatto vedere la dichiarazione del ministro della difesa israeliano che sosteneva che i pacifisti hanno attaccato per primi e che erano armati. Adesso esagero per spiegare meglio il concetto: ammazzare 10 persone è molto spiacevole, ma se quelle dieci persone sono terroristi, forse lo è un po’ meno; siamo realisti e guardiamo la verità negli occhi.
Non voglio sostenere assolutamente che i pacifisti erano armati ed erano terroristi, ma è assolutamente dare un’informazione completa, senza nascondere le cose e quelli del TG3 hanno nascosto una potenziale verità. Vergogna, e quella gente la pago io, con le mie tasse. Visto che siamo su questo spiacevole argomento, cioè le tasse, nella stessa trasmissione c’era anche Draghi, il governatore della Banca d’Italia. Ha dichiarato che l’evasione delle tasse è una macelleria sociale, cioè tradotto, che la gente sta male perche ci sono tanti evadono.
Mi sembra che quella gente in alto, che dovrebbe essere la crema della società, suona tutta lo stesso strumento. Mica voglio difendere gli evasori, ma il macellaio è lo stato che prende quello che gli serve e spreca, spende senza controllo, ruba tramite i propri servitori. A casa mia prima si pulisce dalla propria porta e dopo si va dal vicine per chiedergli che pulisca anche lui davanti alla sue, per rispetto del decoro pubblico.
E la manovra finanziaria in se è la solita roba all’italiana, senza un minimo di coraggio, di tagliare le enorme spese del tutto ingiustificate della sanità del sud e delle regioni a statuto speciale: la c’è ancora gente che va in pensione a 40 anni, intendiamoci della vita, non del lavoro, e io devo pagare le pensioni anche a loro. Basta, il mio portafoglio è quasi voto e non c’è la faccio più.
Torno sul TG3. La prima notizia attacco israeliano sulla nave che portava i soccorsi. Una brutta faccenda, condannata quasi da tutti e io mi unisco, ma un telegiornale deve dare prima di tutto le informazioni, perché se loro scelgono quale dare e quale nascondere vuol dire che manipolano la gente, indirizzano loro sentimenti ed i loro pensieri in una certa direzione, in questo caso fanno una indottrinazione comunista. Su tutti gli altri giornali, sia di Rai che di Mediaset, hanno fatto vedere la dichiarazione del ministro della difesa israeliano che sosteneva che i pacifisti hanno attaccato per primi e che erano armati. Adesso esagero per spiegare meglio il concetto: ammazzare 10 persone è molto spiacevole, ma se quelle dieci persone sono terroristi, forse lo è un po’ meno; siamo realisti e guardiamo la verità negli occhi.
Non voglio sostenere assolutamente che i pacifisti erano armati ed erano terroristi, ma è assolutamente dare un’informazione completa, senza nascondere le cose e quelli del TG3 hanno nascosto una potenziale verità. Vergogna, e quella gente la pago io, con le mie tasse. Visto che siamo su questo spiacevole argomento, cioè le tasse, nella stessa trasmissione c’era anche Draghi, il governatore della Banca d’Italia. Ha dichiarato che l’evasione delle tasse è una macelleria sociale, cioè tradotto, che la gente sta male perche ci sono tanti evadono.
Mi sembra che quella gente in alto, che dovrebbe essere la crema della società, suona tutta lo stesso strumento. Mica voglio difendere gli evasori, ma il macellaio è lo stato che prende quello che gli serve e spreca, spende senza controllo, ruba tramite i propri servitori. A casa mia prima si pulisce dalla propria porta e dopo si va dal vicine per chiedergli che pulisca anche lui davanti alla sue, per rispetto del decoro pubblico.
E la manovra finanziaria in se è la solita roba all’italiana, senza un minimo di coraggio, di tagliare le enorme spese del tutto ingiustificate della sanità del sud e delle regioni a statuto speciale: la c’è ancora gente che va in pensione a 40 anni, intendiamoci della vita, non del lavoro, e io devo pagare le pensioni anche a loro. Basta, il mio portafoglio è quasi voto e non c’è la faccio più.